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giovedì, 27 ottobre 2005

Segni dei nostri tempi.

Da un blog si passa a un altro, da un link si arriva a un sito e, cammina cammina, capita di arrivare ai Cavalieri della Camelia Bianca, figli del Ku Klux Klan (che esiste ancora!), i quali realizzano un museo celebrativo del KKK a Tomball, nel Texas. Fortuna vuole, che pure le Black Panther
esistano ancora, e infatti erano presenti all'inaugurazione.

Continuando a saltare di indirizzo in indirizzo, dalla nobiltà dei cavalieri si giunge agli Skin-heads Gay Olandesi. Questi, lo ammetto, mi mancavano.


Ma la ciliegina sulla torta viene da un sito affiliato: Berlin Leder und Fetish. Sono skin-heads tedeschi, gay, che annettono anche i neri.

E adesso con chi se la prendono?
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categoria : cronaca scema

postato da seaweeds
giovedì, 27 ottobre 2005

Ogni volta che mi serve un piatto grande penso a lui.

Un'associazione mentale un po' irrispettosa, ma l'unico piatto "da pizza" che ho in casa faceva parte della collezione di stoviglie firmate da Ugo Tognazzi. Le regalava, coi punti, la catena di alimentari Supersconto. Sul mio c'è la ricetta delle Zucchine ai quattro formaggi filanti.

Era grande, il Tognazzi. Bravo attore, comico surreale e sanguigno, tagliente, spesso triviale, donnaiolo e amante della buona tavola.

Sono già passati 15 anni!

Stasera mi rivedrò qualche minuto di "tronci" e "supercazzole".

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categoria : cinema, alganacco

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mercoledì, 26 ottobre 2005

L'onorevole Daniela Santanché è una donna dei nostri giorni. Bella, colta, raffinata.
Se ci affacciamo devotamente al suo sito ufficiale, potremo respirare un po' di questa bellezza, di questa cultura, di questa raffinatezza.

Chiaramente, il menù iniziale ci propone una scelta precisa. La donna - Il politico. Bisogna fare attenzione a distinguere le due cose, nonostante la bellezza, la cultura e la raffinatezza della Santanché si riversino anche nel suo lavoro in parlamento.

Nella sezione donna, possiamo curiosare per le stanze della sua casa (un credibilissimo, semplice ed elegante quattro vani) per conoscere meglio Nostra Signora Santa Nché.

Nel salotto, cliccando sul televisore, si può imparare quali siano i programmi e i film belli, culturali e raffinati che piacciono alla padrona di casa: Porta a Porta, Otto e Mezzo, Un giorno in pretura, ma anche L'Isola dei famosi, Il grande fratello. L'esperta cinefila deve essersi dimenticata di parlare dei film, o meglio, ne cita uno solo: The Terminal, di Steven Spielberg e Tom Hanks. Conclude svelando simpaticamente il finale.

Spostandoci in cucina, possiamo leggere le ricette per preparare dei piatti belli, culturali e raffinati, come quelli che prepara senz'altro ai suoi ospiti.

In camera da letto, se frughiamo nel suo armadio, scopriremo che adora D&G, i Pull di lana (le piacciono quelli con scollo a V), gli stivali Les Tropeziennes, e che nel suo ultimo soggiorno a Parigi, ha acquistato nel negozio di Hermes una "kelly" nera in versione mignon, da sera.
Azzurro, rosa e grigio sono i colori di quest'estate. (2004! Il sito andrebbe un po' aggiornato.)
Per le scarpe, ha un debole, anzi tre: Manolo Blanik, Sergio Rossi e Botticelli (la sua capacità di capire in anticipo le tendenze è davvero straordinaria).
Infine i vestiti "nuvola" di Roberto Cavalli.

Il tour finisce nella stanza da bagno. Lì, i prodotti di bellezza li cambia spesso, anche perché è convinta che la pelle così non si adatta allo stesso prodotto. Ma sul profumo non accetta cambiamenti: Cartier, solo Cartier, anche se purtroppo la nuova confezione non è raffinata come la precedente.

Il leit-motif della S. Nché donna, è caratterizzato quindi da questi tre princìpi: bellezza, cultura, raffinatezza.
Un po' meno bella, culturale e raffinata la sezione "politica" del sito. Una pagina fredda e asettica. Culturale forse sì, ma poco raffinata e bella.
Forse dovrebbe dirci qualcosa?

Ieri la Dany mi è caduta di stile. Ai centomila studenti, giunti da molte città d'Italia, che ieri manifestavano davanti a Montecitorio, la bella, colta e raffinata onorevole ha mostrato un dito della sua mano destra. Il medio. Forse dall'alto della sua bellezza, cultura e raffinatezza, voleva tacciarli di essere italiani "medi".
O forse, data la passione per il cinema, ha soltanto voluto citare il maestro Fellini e Alberto Sordi ne I Vitelloni.
"Studentiiii... PRRRRRRRRRRRRRR!"
Già, dev'essere andata proprio così. Tanta grazia non può cadere davanti a qualche ragazzetto volgare, con jeans e maglietta strappati, piercing al naso e canna in bocca!



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categoria : politica, cronaca scema

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martedì, 25 ottobre 2005

Non conoscevo il suo nome, ma quello che aveva fatto.
E questa è la cosa più importante.

Da Repubblica.it

WASHINGTON
Rosa Parks, una delle eroine della lotta nera contro l'apartheid e la segregazione, è morta all'età di 92 anni. La Parks era nata nel 1913 e, il primo dicembre 1955, avviò a Montgomery in Alabama la protesta contro il segregazionismo sugli autobus, rifiutandosi di cedere il posto a un bianco.
Ne conseguì un boicottaggio dei trasporti pubblici da parte della comunità nera, fra le cui guide c'era già anche un allora giovanissimo Martin Luther King, che si concluse con la 'desegregazione' degli autobus.


Il decesso della Parks, il cui nome intero era Rosa Lee Parks è avvenuto a Detroit, dove la donna attualmente viveva. L'anziana eroina nera è deceduta in casa, per cause naturali. Ne ha dato notizia una portavoce del deputato del Michigan John Conyers.

Quando fece il suo rifiuto, la Parks lavorava come rammendatrice in un negozio di Montgomery. Per non avere ceduto il suo posto a un passeggero bianco, nonostante l'intimazione dell'autista, venne arrestata.

Il suo arresto innescò un boicottaggio durato 381 giorni, che è considerato l'atto d'avvio del moderno movimento per i diritti civili che, all'inizio degli Anni Sessanta, sfociò nel varo del Civil Rights Act. La questione giuridica sollevata dal rifiuto della Parks, legata alla costituzionalità e alla liceità o meno della segregazione, condusse a una sentenza della Corte Suprema che impose l'integrazione del sistema dei trasporti.

In una cerimonia commemorativa nel 2000, 45 anni dopo - ne saranno passati 50 fra poco più di un mese -, l'allora governatore dell'Alabama Don Siegelman disse che il rifiuto della Parks "cambiò lo Stato e la Nazione per sempre".

Divenuta, con il suo rifiuto, la "madre del movimento dei diritti civili", la Parks non ebbe comunque vita facile nella sua Alabama. Come, del resto, non la ebbe nell'America che usciva dal segregazionismo, il reverendo Martin Luther King, che ottenne un premio Nobel per la pace per la sua azione, ma finì poi ammazzato da un segregazionista a Memphis nel Tennessee nel 1968, l'anno in cui venne pure ucciso a Los Angeles Robert Kennedy che, come ministro della giustizia del fratello presidente, John F. Kennedy, assassinato nel 1963 a Dallas in Texas, aveva contribuito alla definizione e al varo del Civil Rights Act.

La Parks e il marito, oggetto di minacce e di angherie, impossibilitati a trovare lavoro, si tasferirono nel Michigan: lui morì nel 1977; lei, a lungo assistente del deputato Conyers - fu nel suo ufficio dal 1965 al 1988 -, divenne presenza d'obbligo a tutte le celebrazioni delle conquiste nere. Detroit che l'aveva adottata, le aveva già dedicato in vita una strada e una scuola media. Lei aveva risposto creando il Rosa and Raymond Parks Institute for Self Development, dove i giovani della città imparano a divenire leader e a difendere i diritti civili e dell'uomo.

Rosa Parks nella bellissima biografia a fumetti su Martin Luther King: "L'uomo di Atlanta", di Attillio Micheluzzi.
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categoria : cronaca seria, obituaries