Vampira. Mitica presentatrice di un programma cult fra gli appassionati dell'horror americani. Il suo show notturno introduceva vecchie pellicole dell'orrore, e in soli otto mesi di trasmissioni divenne un'icon. Adorata da Ed Wood, il peggior regista di tutti i tempi, recitò nel suo capolavoro: Plan 9 from outer space. E in molti altri b-movies degli anni cinquanta.
Jane Fonda. Attrice, attivista e... ginnasta.
Frank Zappa. Genio e sregolatezza.
Tutto'altro che sregolatezza, invece, il buon Carl Wilson. Fratello minore di Brian e Dennis Wilson, era il più tranquillo dei Beach Boys. Chitarra essenziale, e voce splendida, acuta e soffice. Nei difficili rapporti fra il gruppo/famiglia (gli altri due membri erano il cugino Mike Love e l'amico Al Jardine) il suo ruolo è stato, in più di un'occasione, quella di paciere.
Samuel L. Jackson.
Vedere al cinema un classico, è un’occasione rara, che va presa al volo. Anche se la pellicola è degli anni quaranta, graffiata, e magari ha qualche taglio.
Da quando ho coscienza di esistere, ricordo di aver sempre guardato, almeno una volta l’anno, il buon George Bailey correre per le strade di Bedford Falls urlando: “Buon Natale, cinematografo! Buon Natale emporio!”. E aver versato qualche lacrima sul finale: quando anche l’ispettore della banca partecipa alla colletta, e il tizio che dice: “Io non la conosco, ma mi hanno parlato tanto bene di lei”. E infine la piccola Zuzu che sente un tintinnio e spiega al babbo che ogni volta che suona una campana, un angelo ha messo le ali.
Nella copia di ieri, questa battuta non c’era. Peccato. Ma l’esperienza di rivivere quelle emozioni, ormai date per scontate, insieme a un’intera sala cinematografica... Ridere insieme agli altri, commuoversi e preoccuparsi, e infine l’applauso liberatorio. Battere le mani al cinema è una cosa curiosa. Il regista e gli attori non sono presenti in sala (purtroppo), ma quando la pellicola è come questa, viene istintivo mostrare la propria riconoscenza a chi ha creato un’opera così bella.
Frank Capra, di origine italiana è etichettato come il regista dei buoni sentimenti, lo Spielberg dell’epoca, se vogliamo. Ma qualche risata nera ce l’ha regalata con Arsenico e vecchi merletti, e una bella zampata nel sociale e nella politica Americana l’ha messa con Arriva John Doe e Mr. Smith va a Washington.
George Bailey è il gigantesco Jimmy Stewart. L’attore che avrebbe meritato di vivere per sempre. Perfetto con Capra, con Hitchcock, con Mann, con Ford. Un mio amico mi disse che sarebbe stato il più grande attore della terra se avesse dimostrato, almeno una volta, di saper recitare anche il ruolo del “cattivo”. Non lo so. A me bastano i circa ottanta film che ha girato nella sua vita. Chissà se riuscirò mai a vederli tutti.
Poi la luminosa Donna Reed. Non radiosa, proprio "luminosa". La madre di George Bailey fa notare al figlio: “ogni volta che ti vede, le si illuminano gli occhi”. Non solo quelli, aggiungo io. I suoi primi piani sono abbaglianti.
Thomas Mitchell, lo zio Billy, fu un caratterista straordinario. Era in Mezzogiorno di fuoco, Via col vento, Ombre Rosse e altri tre titoli Caprani: Angeli con la pistola, Mr. Smith va a Washington e Orizzonte Perduto.
Clarence, è il bonario Henry Travers. Inglese, aveva già una lunga carriera alle spalle in film come L’uomo invisibile, Una pallottola per Roy e L’ombra del dubbio.
Da non dimenticare anche il prozio di Drew: Lionel Barrymore, un “villain” meraviglioso. Come se il vero Ebenezer Scrooge, in questo Canto di Natale al contrario, facesse una comparsata. Nella storia di Dickens, l’avaro Scrooge si risvegliava redento il giorno di Natale, dopo aver trascorso la vigilia con tre spiriti. Qui resta impunito, a dimostrazione che il film non è poi così "buonista".
Un plauso anche alla Sala Sivori, che ha regalato questa serata, e all’assessore alla cultura. La signora, però, poteva risparmiarsi di raccontare la trama del film, questo sì. Si fosse addentrata in dettagli tecnici, o avesse commentato il messaggio, sarebbe stato interessante, ma che senso ha dilungarsi sulla storia, quando la si sta per vedere? Ho fatto tappare le orecchie agli amici che erano con me, e che non avevano mai visto il film. L’assessore s’è offesa: “Quella signorina là che non vuole che racconti la trama… ma mica è un thriller o un giallo!”.