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martedì, 28 febbraio 2006

Ad esempio, che nasca uno scandalo al nonsoquantesimo anno di vita della trasmissione "Amici" di Maria De Filippi, mentre in onda ci sono le scoregge del Grande Fratello.

Ad esempio, che il Moige vada a rompere le balle perché qualcuno ripete il termine "stronza" in una trasmissione tivù, quando vaffanculiputtaneecazzi sono il minimo che si può ascoltare in un film o una fiction, a qualsiasi ora del giorno.

Ma soprattutto che il Codacons definisca "Platinette": "uno dei personaggi più intelligenti e di cultura del panorama televisivo italiano"!
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categoria : tivù, cronaca scema

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lunedì, 27 febbraio 2006

Senza troppa fantasia inoltro, evitando commenti.
Sottolineo solo che non accade in qualche lontano Paese dal nome impronunciabile, ma in casa nostra.

Bambini nei Cpt: Amnesty replica al Ministro

Amnesty International (sezione italiana)
sabato, 25 febbraio, 2006

In riferimento al comunicato stampa pubblicato oggi dal Ministero dell'Interno, in cui si definiscono "destituite di fondamento" le denunce della Sezione Italiana di Amnesty International sulla detenzione di minori migranti e richiedenti asilo al loro arrivo in Italia, la Sezione Italiana dell'organizzazione sottolinea che le norme italiane che escludono la detenzione dei minori non accompagnati, menzionate dal Ministero, non hanno purtroppo evitato che – dal gennaio 2002 all'agosto 2005 – almeno 890 minori, accompagnati e non, siano stati effettivamente trattenuti, per tempi anche lunghi, nei diversi centri di detenzione esistenti in Italia ('Centri di temporanea accoglienza', 'Centri di permanenza temporanea e assistenzà, 'Centri di identificazione' e 'Centri di accoglienzà). Il comunicato stesso del Ministero dell'Interno conferma di fatto che la detenzione di minori subito dopo il loro arrivo – nel caso specifico al fine di 'accertarne l'effettiva minore età' – è una realtà in Italia, come denunciato dal rapporto "Invisibili" di Amnesty International.

Nel comunicato, viene inoltre per la prima volta fornito ufficialmente un dato sui minori migranti e richiedenti asilo ancora più preoccupante dei casi segnalati alla Sezione Italiana dell'organizzazione: "1270 stranieri minori sbarcati clandestinamente sulle coste siciliane", che sarebbero stati affidati ai servizi sociali. E' infatti lecito temere che essi siano stati detenuti dopo l'arrivo: ciò emerge dalla prassi e dalla confusione legislativa in materia, riguardante anche la denominazione dei centri di detenzione esistenti. Peraltro il comunicato del Ministero nulla dice in merito alla detenzione di centinaia di bambini giunti assieme alle proprie famiglie e detenuti dopo l'arrivo negli ultimi anni.

L'organizzazione per la tutela dei diritti umani chiede di rivedere le modalità con cui viene effettuato il riscontro sui ragazzi dall'età incerta, dal momento che la ricerca della Sezione Italiana di Amnesty International ha evidenziato l'utilizzo ricorrente di esami medico-legali, contrariamente a quanto previsto dagli standard internazionali. La Sezione Italiana dell'organizzazione, ribadendo la richiesta di un incontro con il Ministro Pisanu, invita ancora una volta il Governo italiano ad adeguarsi con urgenza agli standard internazionali sulla tutela dei minori, sulla detenzione, sui diritti di migranti e richiedenti asilo.

Secondo le informazioni raccolte da Amnesty, i minori detenuti nei centri per migranti irregolari e richiedenti asilo sono centinaia ogni anno. Dalle testimonianze provenienti da essi stessi, dai loro genitori, dagli operatori delle Ong e dagli avvocati emergono allarmanti denunce circa le condizioni inadeguate dei trasferimenti, l’illegittimità della detenzione, la mancata separazione dagli adulti e l’insufficiente accesso alle informazioni sui diritti e sull’accoglienza. Un ulteriore rischio colpisce i ragazzi soli dall’età incerta: quello di essere trattati come adulti e di essere detenuti ed espulsi illegalmente, in spregio degli standard internazionali, i quali richiedono che, nel dubbio, essi vengano trattati come minori.

Amnesty International chiede che i minori non vengano mai detenuti, se non in casi estremi e rispondenti al loro superiore interesse, e che la detenzione di migranti e richiedenti asilo non sia generalizzata e rispetti gli standard internazionali sulla legittimità e sulle condizioni di detenzione. Amnesty chiede inoltre che i centri di detenzione e i dati statistici siano resi accessibili al monitoraggio indipendente delle Ong e che l’Italia adotti, finalmente, una legge organica in materia di asilo, conforme agli standard internazionali, ponendo così fine al vuoto di tutela che favorisce il perpetrarsi di queste e di altre violazioni.
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categoria : politica, cronaca seria

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mercoledì, 22 febbraio 2006

D'accordo. Dispiace a tutti. Ti hanno umiliato, sbeffeggiato, torturato e picchiato.
Però non è che adesso puoi venire qui, in piena campagna elettorale, e affermare che tra i tuoi aguzzini c'erano anche gli italiani!

Da Repubblica.it:

Rai News24 intervista l'uomo fotografato durante le torture nel carcere iracheno
"A condurre gli interrogatori contractors ingaggiati da ditte americane"
La denuncia dell'incappucciato
"Abu Ghraib, c'erano anche italiani"

ROMA - C'erano anche degli italiani a condurre gli interrogatori nel carcere della vergogna di Abu Ghraib. Lo rivela Ali Shalal al Kaisi, il detenuto incappucciato con gli elettrodi ripreso in una foto che ha fatto il giro del mondo. Riferendo la confidenza raccolta da un ex diplomatico iracheno, Haitham Abu Ghaith, l'incappucciato parla ai microfoni di Rai News24 e sostiene che a condurre i tremendi interrogatori nel carcere di Bagdad c'erano anche contractors italiani ingaggiati da ditte americane. Il servizio con l'intervista andrà in onda domani alle 7.40 su Rai News24.

La testimonianza. Ali Shalal al Kaissi ha 42 anni; fu arrestato nell'ottobre 2003 a Baghad con l'accusa di far parte della guerriglia. Studioso e insegnante di religione era un mokhtar, un'autorità amministrativa e religiosa in uno dei distretti della capitale irachena. "Ogni volta che usavano gli elettrodi - racconta l'incappucciato - sentivo gli occhi che fuoriuscivano dalle orbite. Una scossa è stata talmente forte che mi sono morso la lingua e ho cominciato a sanguinare. Sono quasi svenuto. Hanno chiamato un dottore, che ha aperto la mia bocca con gli stivali, ha visto che il sangue non veniva dallo stomaco ma dalla lingua e ha detto: Continuate pure".

"Mi chiamavano: Uomo uncino". Ad Abu Ghraib, Ali Shalal veniva chiamato in gergo sprezzante Clawman, uomo uncino, per una tremenda ferita alla mano. "Prima di essere arrestato avevo subito un'operazione chirurgica alla mano. Ma quando sono entrato in prigione, gli americani hanno usato questa ferita come strumento di pressione. Mi dicevano: Se collabori ti possiamo aiutare a far diventare la mano come prima con un intervento chirurgico". Invece "con gli stivali calpestavano continuamente la mia mano ferita".

Ali si è rifugiato ad Amman, in Giordania, e ha fondato l'Associazione delle vittime delle prigioni americane. E' stato intervistato mentre seguiva un corso per Non violent action for Iraq tenuto da alcune Ong europee.

Violenze sessuali in carcere. Ai microfoni di Sigfrido Ranucci inviato di Rai News24, Ali Shalal dice di aver assistito personalmente ad abusi sessuali su uomini e donne: "Una soldatessa ha interrogato un religioso e gli ha chiesto di fare sesso con lei. Lui si è opposto; allora la donna è tornata, indossava un fallo finto e lo ha violentato. Abbiamo pure sentito delle donne portate in prigione che venivano violentate, che strillavano e chiedevano il nostro aiuto ma l'unica cosa che potevamo fare è gridare: Dio è grande e vincerà".

Era atteso in Italia Al Kaisi: sarebbe dovuto venire a Roma per raccontare la sua storia ma gli è stato negato il visto.

(22 febbraio 2006)
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categoria : politica, cronaca seria

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lunedì, 20 febbraio 2006


È già qualcosa. Vuol dire che prima mi sentivo "inaffondabile".

Il fatto è che nulla sembra andare come deve andare. E non riesco a capire quale e quanto sia il mio contributo in tutto ciò.

Mi sembra pure di sentire la voce di
Celin Dion in lontananza! Nel dubbio, mi tocco.
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categoria : diario