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lunedì, 30 ottobre 2006

Novembre 2006

Apre a Parigi la 33esima Fiera internazionale d'arte contemporanea. Tredici imponenti sculture firmate da artisti contemporanei sono esposte nel Grand Palais Museum.


"La signora del mercato delle pulci"
Scultura in bronzo dipinto dell'artista americano Duane Hanson.



Giugno 2006


"La signora del porto antico di Genova (e figlia)"
Scultura in carne e ossa fotografata dell'artista italiana Mela.
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categoria : diario, fotografia, cronaca scema

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venerdì, 27 ottobre 2006

Post buono.

Stamattina. Ore 9:38.
In motorino lungo il corso, come tutte le mattine.
Chi guida da schifo, chi accelera rompendo il muro del suono per non lasciarti sorpassare, pedoni che attraversano le strisce con le mani in tasca e ti guardano con l’aria superiore di una modella che sfila, automobilisti che l’unica volta che hanno sentito parlare di “frecce” è stato nel western col John Wayne, o chi frena ogni volta che un semaforo NEL MONDO diventa rosso, per un suo curioso tributo alla segnaletica luminosa.


Sono sulla corsia di sinistra. Semaforo. Incuneato fra uno spartitraffico e un’auto ferma.
Decido di passare dietro l’auto e sguisciare fra le due corsie per arrivare “più avanti”. Mi affaccio sulla corsia di destra e controllo che non stia arrivando nessuno. Un’auto giunge sparata. Frena. Alzo lo sguardo e, attraverso il finestrino, vedo l’autista che alza la mano per scusarsi e mi sorride. Ma un sorriso sincero! E poi si scusa di che? Che i motorini sono fastidiosi quanto le zanzare, quando fanno lo slalom tra le auto. Non le zanzare. Sorrido a mia volta, come dire: “ci mancherebbe!” e mi infilo tra il corridoio libero lasciato dalle auto, raggiungendo il semaforo mentre questo sta diventando verde.

Poi penso:
- Che persona gentile.
- Ma l’avrà visto che ho risposto al sorriso? E se l’ha visto di sfuggita, avrà capito che non ero sarcastico? Che è facile pensare che nel traffico uno perda le staffe e faccia una smorfia come dire: “bravo stronzo!”
- E infine mi metto nei panni di quell’uomo. Invidiandolo. Chissà l’atmosfera pacifica che si doveva respirare in quell’auto. Forse stava ascoltando una sinfonia di Mendelssohn. Forse aveva appena ricevuto una buona notizia. Forse usa l’auto una volta l’anno. Forse l’aveva appena comprata. O forse era gentile e basta.
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categoria : diario

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mercoledì, 25 ottobre 2006


LETTERA APERTA A MISTER PARKINSON


Egregio Signore,

non è con piacere che le scrivo questa lettera, ma d’altra parte avrei dovuto parlarle a quattr’occhi, affrontarla di persona, sopportare quel suo subdolo modo di fare che è quanto c’è di peggio per far perdere la pazienza anche ad un santo, figuriamoci a me. Le scrivo, come può notare, col computer, perché la mia calligrafia s’è fatta illeggibile e così minuscola che i miei collaboratori devono usare la lente d’ingrandimento per riuscire a decifrarla…

Perché le scrivo?
È presto detto: io ho superato con una certa disinvoltura l’imbarazzo che lei (l’ho scritto senza maiuscola, non la merita) mi ha creato chiedendo pubblicamente la mia mano ed ovviamente ottenendola. Convivere con un ufficiale inglese a riposo, già condannato nel Punjab per ripetuti tentativi di violenza neurologica su qualunque essere di qualunque specie (le cose si vengono a sapere, come vede…) non è stato facile, la mia è una famiglia all’antica e non ha apprezzato. MA ORA LEI STA ESAGERANDO, signore, glielo devo dire. Quando è troppo è troppo, e il troppo stroppia!

C’è un proverbio arabo che dice: “Se hai un amico di miele non lo leccare tutto”, INVECE LEI S’APPROFITTA D’OGNI RILASSATEZZA, DELL’ABBASSAMENTO DELLA GUARDIA NELLA BATTAGLIA QUOTIDIANA, ci proibisce di pensare ad altro, contando sulla superficialità con cui io ho affrontato l’insorgere del male… si sa, gli artisti sono farfalloni incoscienti… no, vecchio caprone, non le sarà facile, né con me né con gli altri, la Resistenza è cominciata. Perché, vede, io e i miei fratelli e sorelle malati abbiamo tante cose da fare, una vita da portare avanti meglio di così! D’ora in avanti prometto che starò più attento ai consigli dei miei dottori, e che mi impegnerò maggiormente nell’aiutarli nella raccolta dei fondi necessari per la ricerca. Anzi sul tema della solidarietà mi ci gioco una mano, la mano che, pitturata e serigrafata fa da piedistallo ad una poesia contro di lei, colonnello dei miei stivali, funzionando da incentivo a dare… già, poiché a chiunque faccia un’offerta per la ricerca verrà inviata “LA MANO” come ricordo e memento…

Siamo in tanti, tante mani si leveranno contro di lei e cercheranno di restituirle colpo su colpo fino a quando non riusciranno ad acchiapparla per la collottola e mandarla all’Inferno cui appartiene, bestiaccia immonda, sterco del demonio, nostra croce senza delizie…

Parola mia, di questo omino per molti un po’ buffo, per altri un po’ patetico, ma che vive il sogno di poterla, un giorno non lontano, prendere a schiaffi.
A mano ferma.

Mi stia male e a non rivederla.

BRUNO LAUZI

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categoria : musica, obituaries

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martedì, 24 ottobre 2006

Comincio a preoccuparmi. In pochi giorni, due post su francesi illustri. Forse mi sto addolcendo nei confronti di quei presuntuosi puzzasottilnaso...

Comunque, ringrazio il buon Ferruccio per avermi fatto conoscere questo acuto fotografo che fu René Maltête (1930-2000). Un umorista garbato che guardava il mondo con lo stesso occhio surreale e poetico che fu di Tati o, per uscire dalla Francia, di Mordillo, o Fellini.

Qui potete godere di un'ampia galleria dei suoi lavori.


 





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categoria : fotografia