Chi ha detto che non si ride delle disgrazie altrui?
Se n'è andato anche questo elegante, colto e simpatico mascalzone che ho avuto la fortuna di conoscere la passata primavera.
La notte di uno o due anni fa mi sveglio intorno alle tre. Sveglio come non mai. Quegli episodi di insonnia che sai già subito che è inutile continuare a rigirarti nel letto per riprendere sonno. Accendo la televisione e mi trovo nel bel mezzo di una scena d'azione di un film poliziesco anni settanta. La regia ricorda Brian De Palma quando è in forma, la colonna sonora incalzante sembra Morricone e dalla qualità della fotografia si direbbe un film importante. Ma c'è qualcosa di anomalo, che non mi fa inquadrare l'anno o la nazionalità. Sarà che a un certo punto compare il duomo di Milano. Interessante, penso, un poliziesco ambientato in Italia. Poi compare Gastone Moschin. Nei settanta aveva recitato anche ne Il Padrino Parte II, quindi una sua partecipazione a un film straniero ci stava. C'è anche Mario Adorf. Che ho già visto in coproduzioni tedesche. Potrebbe trattarsi di quello, anche se una regia tedesca del genere farebbe gridare al miracolo. E ancora arriva Philippe Leroy. Una coproduzione francese? Beh, lui ha lavorato spesso in Italia. Vuoi vedere che è "cosa nostra"? In effetti c'è anche Lionel Stander... Facendola corta, si trattava del cult Milano Calibro 9 di Fernando Di Leo, ispirato dal romanzo di Giorgio Scerbanenco. La musica eseguita dagli Osanna (una band progressive partenopea tutta da riscoprire) è scritta da Luis Enriquez Bacalov, premio Oscar per la colonna sonora de Il Postino.