postato da seaweeds
giovedì, 04 ottobre 2007


Friends of Mine - The Zombies

Questa canzone, che dedico a tutti voi, appartiene a uno dei gruppi più sottovalutati e sfortunati della storia del rock.
Vorrei poter raccontare molto degli Zombies, ma purtroppo la loro vicenda è così breve e fulminea che ne viene un post striminzito.

Traduco una calzante definizione che ho trovato in rete:

"Gli Zombies. Il nome peggiore e meno appropriato per un gruppo musicale. Avrebbero dovuto chiamarsi Gli Affascinanti Ragazzi Inglesi Che Cantano Come Angeli E Suonano Come Diavoli. Un nome così non ci sarebbe stato su un disco.
Gli Zombies. Il tempismo peggiore e meno appropriato per un gruppo musicale. Tutti adulti. Maestri della propria arte.
Creano un capolavoro di delicata maestosità e poi scivolano nell'oblio, senza che nessuno se ne accorga. Scalzati dal loro diritto al successo."


Senza contare, aggiungo io, che nell'era di internet un nome come The Zombies non aiuta granché. Prima devi farti strada fra gli Zombie di Romero, poi arriva Rob Zombie con i suoi White Zombie, dopo tocca a Zombie dei Cramberries infine, se sopravvivi, giungi a loro.

Originari di St. Albans nello Hertfordshire, nel 1964 vincono un concorso promosso dalla Decca, la casa discografica derisa ancora oggi per aver rifiutato un contratto ai Beatles.
Il loro debutto fu con i singoli She's not there e successivamente Tell Her No. Due successi mondiali che portarono i Nostri in tour fuori dai confini del Regno.

Il loro primo LP, Begin Here, esce nel 1965 e, come usava al tempo, si tratta di una raccolta di singoli. Percorre la scia R&B, di moda all'epoca, senza lasciarsi andare in grosse intuizioni e sperimentazioni. L'accoglienza del disco è tiepida, e la Decca non perde tempo scaricandoli senza troppi rimpianti.

Passano due anni e nell'estate 1967, esattamente quarant'anni fa, iniziano a registrare il loro secondo album sotto contratto con la CBS: Odyssey and Oracle.
Si può anche considerare il loro primo vero disco, visto che nasce come tale e non come una collezione di 45 giri.
Gli studi sono quelli di Abbey Road, ancora caldi per le sessioni di Sgt. Pepper's Lonely hearts Club Band dei Beatles e The Piper at the Gates of Dawn dei Pink Floyd, registrati pochi mesi prima.
Il budget a loro disposizione non permette l'ingaggio di altri musicisti, e per arricchire le loro sonorità ripiegano sul Mellotron risultando fra i primi ad utilizzarlo.
L'album, sontuoso, innovativo, psichedelico, è un susseguirsi di temi che non hanno nulla da invidiare ai coevi lavori di Beatles e Beach Boys.
Alla fine delle registrazioni, nel novembre di quell'anno, la band è in bancarotta e il progetto prende la deriva. Gli Zombies decidono amichevolmente di sciogliersi, intraprendendo nuove carriere soliste.

Il disco esce in sordina quasi un anno dopo, nell'aprile 1968. La splendida copertina riporta un grossolano refuso del designer, scoperto troppo tardi. Da quel momento, il nome dell'album passa alla storia come Odessey and Oracle.
In America il disco arriva dopo tre mesi. Il tempo necessario per preparare il missaggio stereo del disco, che l'etichetta aveva preteso.
Destino vuole che tal Al Kooper, produttore interno della CBS, spinse molto affinché le radio promuovessero il singolo The Time Of The Season, splendido brano che chiudeva il disco.
Nei primi mesi del 1969, la canzone ha raggiunto un onorevolissimo terzo posto in classifica, e l'album comincia a venire considerato uno dei migliori album pop di sempre. (Come confermerà la rivista Rolling Stone anni dopo, assegnandogli l'ottantesimo posto fra i suoi 500 più grandi dischi della storia.)
Ma ormai il gruppo non esiste più da due anni, e a niente sono valse le insistenze di CBS e altri produttori per farli tornare insieme.

Mai come per loro è lecito domandarsi: cosa sarebbe successo se...?
Interrogativo che possiamo farci per lo scioglimento dei Beatles, per lo Smile di Brian Wilson o la morte di Freddie Mercury.
Ma almeno questo piccolo spazio, oggi, è solo per loro.

The Way I Feel Inside - The Zombies
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postato da seaweeds
lunedì, 01 ottobre 2007

Desidero ringraziare i miei autori, gli amici blogger, gli attrezzisti, gli elettricisti, le costumiste e truccatrici e... oddìo, sono così emozionato... spero di non dimenticarmi nessuno... è stato un anno così speciale, sono commossa... cioè, commosso... se avrei la bacchetta magica vorrei che non c'erano più le guerre e la povertà nel mondo.
Dedico questo premio al mio gatto che mi è sempre stato vicino e... come? Nessun premio?
Ah...
Nemmeno una scatola di croccantini per lui?
Capisco...
Quel peluche lassù?
Solo se colpisco la paperella.
Con un euro cosa posso vincere?
Il cappello da cowboy o il raccoglibriciole?
Ok, vada per il raccoglibriciole...




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