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martedì, 23 dicembre 2008

Solitamente a Natale rispolvero la mia collezione di Christmas Album e ascolto i classici delle feste interpretati dalle voci più insospettabili.
Quest'anno ho comprato il disco dei Blind Boys of Alabama, il coro gospel dell'Alabama Institute for the Negro Blind formatosi nel 1939 e riscoperto da Peter Gabriel che ne è il produttore.
Ora, aprendo il libretto del cd mi trovo davanti alla foto che segue.


Scoprite la piccola incongruenza.

Ci si rilegge l'anno prossimo. A tutti voi auguro delle ottime feste con una delle mie canzoni natalizie preferite. Buon Natale e buon 2009!


All I Want For Christmas Is My Two Front Teeth (1949)

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categoria : alganacco

postato da seaweeds
venerdì, 19 dicembre 2008

Dopo il mio penultimo post ho pensato che fosse il momento di riprendere a parlare dei musulmani "noti". I primi due post della categoria risalgono ormai a oltre un anno fa e, per chi se li fosse persi, li linko qui.
Sembra scontato dire che il vero Islam non è quello dei terroristi, così come il vero cattolicesimo non è quello dei preti pedofili. Eppure sembra sempre più difficile sostenere questa opinione, e certo i recenti attentati in India non aiutano a cancellare quello che, purtroppo, è più di un luogo comune.

Penso comunque che, come appartenente a una famiglia interreligiosa, abbia il dovere di fare la mia piccolissima parte per raccontare chi sono i musulmani veri. Che sono la maggioranza.

Uso il facile espediente dei "personaggi famosi" per rendere più stridente il divario con lo stereotipo dell'islamico che vive sotto a una tenda nel deserto, con un harem con 50 mogli, che mangia con le mani e rutta sonoramente pulendosi la bocca nella manica.

Quando ho cominciato questa serie di post, non vedevo l'ora di arrivare a parlare di Cat Stevens. A fine 2006 era appena uscito il suo primo disco mainstream dopo quasi trent'anni di silenzio. Un disco raffinato, di altissimo livello, che non sfigurava per niente accostato al suo capolavoro del 1970, Tea for the Tillerman. Nato Stephen Demetre Georgiou, adotta il nome "Cat" per il taglio felino dei suoi occhi, e nel 1977 diventa infine Yusuf Islam, a seguito della sua conversione.


"If You Want to Sing Out" (1971) dal film Harold e Maude, e "Morning Has Broken" (1973)

Dopo quasi dieci anni di successi, la colonna sonora dello splendido Harold e Maude, un album fra i più importanti nella storia, e una delle canzoni più celebri di sempre (Father and Son), Stephen-Cat-Yusuf si ritira dalle scene. Da tempo lettore del Corano, regalatogli dal fratello, invoca l'aiuto di Allah quando sta per annegare al largo di Malibu. Sopravvissuto, decide di dedicarsi interamente al misticismo.

Nonostante riprenda a incidere dischi a metà anni novanta, si tratta esclusivamente di edizioni limitate, canti religiosi, letture del Corano, preghiere.
Nel frattempo è diventato una figura eminente della comunità islamica londinese, ha fondato una scuola e due associazioni benefiche che si occupano di arginare la carestia nei paesi africani.

Nel 2001 devolve parte delle royalties di un suo cofanetto al fondo per le vittime dell'11 Settembre. Tuttavia tre anni dopo, mentre è su un volo diretto a Washington, l'aereo viene dirottato in un altro aeroporto perché il suo nome compare nella lista degli indesiderati dopo l'attacco alle due torri.


"Father and Son" (2006), e "Peace Train" al Nobel Peace Prize Concert (2006)

Torna a comporre, appunto, nel 2006, con un disco di canzoni ispirate e di gran livello, grazie alle quali vive una seconda giovinezza. Il tempo non sembra essere passato per questo ragazzo di sessant'anni dalla sensibilità unica: chiamato a cantare insieme a Peter Gabriel di fronte a Nelson Mandela, basta la sua presenza scenica e il suo carisma, per ricordarsi perché la sua musica fosse così speciale trent'anni fa.


Midday (Avoid City After Dark) (2006)

E ancora, Paul McCartney lo vuole accanto a sé nell'annuale concerto che tiene per l'associazione "Adopt-A-Minefield" insieme a un ospite di riguardo (Paul Simon, James Taylor, Brian Wilson, Stephen Stills e Neil Young, per esempio). Insieme cantano All You Need Is Love.
E se anche le luci della ribalta si dovessero spegnere di nuovo, immagino che la carriera di questo poeta, che ha sempre cantato di pace e amore, non si potesse coronare meglio.


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categoria : musica, islam tra noi

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venerdì, 12 dicembre 2008

Con colpevole ritardo, vidi il capolavoro di Robert Wise del 1951 soltanto l'estate scorsa ed è immediatamente entrato nella mia personale lista di film preferiti.

La forza della storia, la sua modernità, il messaggio universale, i bravi interpreti e quella magnifica astronave, Klaatu, Gort restano perfettamente  solidi anche ai giorni nostri. Per cui sapevo che se volevo essere obiettivo nei confronti di questo remake, dovevo cercare di scordare il più possibile la fonte.

Nonostante il ritmo del nuovo trailer, pieno di esplosioni, adrenalina e corse contro il tempo, mi avesse fatto storcere la bocca, sono voluto andare a vedere il risultato finale.


Trailer a confronto. The Day The Earth Stood Still del 1951 e del 2008

Sono riuscito ad accettare il nuovo, spaventoso, Gort, anche il bravo Keanu Reeves nei panni di un impassibile Klaatu (per quanto il sorridente e rassicurante Michael Rennie che stringe amicizia con il bambino è a un livello irraggiungibile), ho accettato i nuovi effetti speciali (perché il rifacimento di un vecchio film dovrebbe lasciarsi vincolare dalle intuizioni visive di cinquant'anni prima?), ma sono rimasto molto infastidito dal completo stravolgimento del messaggio originario.

Ora, se non avete visto uno dei due film, o entrambi, non vi svelerò dove stia il tradimento. Basti sapere che è come se, in un rifacimento della leggenda di Robin Hood, anziché rubare ai ricchi per dare ai poveri, l'eroe di Sherwood si vendicasse di chi gli ha ucciso la moglie.
Insomma, la storia raccontata non sarebbe quella che conosciamo tutti.

Senza tenere conto che dimenticare un messaggio così importante, e rivoluzionario nel suo piccolo, a favore di distruzioni e uccisioni spettacolari, rende la riproposizione inutile e un po' vigliacca.
In sintesi, da vedere se non avete mai visto l'originale o soffrite di amnesia.
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categoria : cinema, seaweeds goes to hollywood

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giovedì, 04 dicembre 2008

Che il Vaticano intervenga sempre, e a sproposito, sulle questioni interne italiane, non è una novità e forse è un bene. La gente, dopotutto, quando si stanca smette di far caso a ciò che accade e si volta dall'altra parte.
Che i "disonorevoli" italiani intervengano sempre, e a sproposito, sulle questioni delicate come i rapporti con altri stati e altre culture non è una novità ed è sempre un male.
Ma che la Chiesa - quella del "dialogo interreligioso", dell'"amore verso il prossimo" - appoggi le pisciate fuori dal vaso di buzzurri con la camicia verde, usando un'ipocrita linea accondiscendente e di finto distacco, è davvero irritante.

L'opinione della Santa Sede. "I luoghi di culto che sono sede di una presenza spirituale autentica sono legittimi e diventano luoghi benefici per la conoscenza'', ha affermato stamattina Ravasi, presidente del pontificio consiglio della Cultura della Santa Sede, durante la giornata di studio su ''Culture e Religioni in dialogo''.
La questione, ha spiegato Ravasi, presenta tuttavia due facce. "Da un lato - ha detto il 'ministro' vaticano della Cultura - bisogna riconoscere la legittimità del luogo di culto; d'altra parte questo non deve diventare un modello diverso". Quindi, se una moschea assume finalità politiche, "eterogenee alla propria identità religiosa", allora "lo Stato esige una verifica" e ha "il diritto di intervenire".
"Io capisco che per alcune culture tante volte è difficile distinguere come distinguiamo noi - ha concluso Ravasi - ma la nostra è una società occidentale che distingue tra ambito religioso e ambito politico, 'A Cesare quel che è di Cesare'''.


1. Rompono già abbastanza le palle i cortei, i forzanuovini, le raccolte di firme, gli squallidi residenti di quartieri squallidi che si oppongono alle moschee perché "io non sono razzista, ma se in quel capannone ci fanno la moschea, poi il venerdì non si trova più parcheggio", senza che si debba anche chiedere il beneplacito della curia.

2. Cosa significa che "bisogna riconoscere la legittimità del luogo di culto; d'altra parte questo non deve diventare un modello diverso"? Che bisogno c'è di insinuare il dubbio? Quando si danno le licenze o le autorizzazioni ai commercianti, si discute di quello che possono fare o che non possono fare nell'esercizio?
"Il bar del signor Bartolazzi può aprire, a patto che non vi spacci droga"? "Il fioraio di via XX Settembre ha l'autorizzazione a mettere le piante sul suolo pubblico durante l'orario d'apertura, ma non può far prostituire la figlia nel retrobottega"? "Il tabacchino di vico Casana può vendere marche da bollo, basta che non smerci armi automatiche"?
Complimenti, bella strategia dialettica.

3. Se la nostra società "distingue tra ambito religioso e ambito politico", allora, per favore, chiudete quella cazzo di bocca.

Ah, e buon Natale, neh.


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categoria : politica, cronaca seria, islam tra noi