Dopo più di un mese di (quasi) silenzio e dopo l'inizio del nuovo anno, uno magari potrebbe impegnarsi a scrivere qualcosa di più corposo.
Ma dal momento che non sono certo di riuscire a ricominciare assiduamente, preferisco dedicarmi al mio passatempo preferito: prendermela con le gallerie fotografiche di Repubblica.it.

Non metto in dubbio che la foto sia molto bella, ma mi lascia un po' perplesso la successiva.

Sono solo io a trovare il suo sorriso fuori luogo? D'accordo, pretendere un'espressione contrita sarebbe ipocrita. Ma, voglio dire: hai fatto una foto alla miseria - una bambina che è costretta a camminare tra la merda insieme ai maiali e che con buone probabilità si prenderà il tifo - ricevi un premio e sorridi? È tutto lì il tuo “commitment”, la tua sensibilità all’immagine che hai scattato?

La global-pruderie dei repubblichini, ci porta stavolta in Corea del Sud, dove "la nota attrice" Ok So-ri (che nel titolo ha il trattino tra le prime due sillabe, ma vabbeh...) "ha infiammato le cronache rosa e non solo".
Ora, magari non sarò molto ferrato in cinema asiatico, ma "la nota attrice" non mi è nota per niente.
Faccio una verifica su IMDb e mi trovo davanti alla sua sterminata filmografia:

Kate Moss, ormai saggia veterana delle passerella, ci fa una confidenza frutto della sua esperienza:
...e io che pensavo fosse una prerogativa essenziale.

Qua i casi sono due. O il redattore è un perfetto idiota, oppure è proprio orbo.

Questa non avrebbe bisogno di commenti. Detto da "quellidirepubblica", fa davvero scompisciare.

Sorvoliamo pietosamente su "Heros", ma il fatto che fosse tra i protagonisti del primo Final Destination pareva brutto?

Già.

E come se fossimo a corto di spetteguless sulle starlette nostrane, ora importiamo anche le sconosciute straniere.
In conclusione, una notizia sensazionale:

Dapprima avevo letto 4 anni.
Poi leggo meglio e mi chiedo: quando dovrebbe esserlo uno? A ottant'anni?