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In America è appena ripresa la prima stagione, dopo la pausa delle festività. Heroes è il nuovo, seguitissimo telefilm della NBC (quella di ER, My Name is Earl e Scrubs, per intenderci) che si allinea agli standard delle nuove produzioni di successo come Lost (ABC) o Prison Break (Fox).
Meno ansiogeno e più ingenuo di questi ultimi, Heroes ha comunque un buon ritmo, e l’intreccio interessante promette bene per l’immediato futuro.
Si parla di supereroi. Ma come Shyamalan insegnava col suo Unbreakable, si può parlare di superpoteri senza tutine colorate o look eccentrici. E così i nostri protagonisti sono uomini e donne comuni che scoprono d’un tratto di avere dele capacità straordinarie e una missione da compiere.
Come recita lo speaker all’inizio di ogni episodio, sono persone provenienti da ogni angolo del pianeta. Ma guarda caso sono tutti americani, sparsi per gli Stati Uniti.
A parte un giapponese (che comunque raggiunge subito l’America) e un indiano (che non ha alcun potere).
C’è la cheerleader che non si fa nulla se viene ferita. Per mostrarci il suo potere, ogni volta che la incontriamo si spezza il collo o una trave le trapassa il cranio. Tutte cose che capitano a chiunque, quotidianamente.
Uno è capace di volare solo quando non se ne accorge. Se prova a farlo intenzionalmente, cade.
Poi c’è Hiro Nakamura. Il mio preferito. Il supereroe nerd che può varcare le barriere dello spazio e del tempo al grido di Yattaaa! No, dico: non ha un nome perfetto per un supereroe? “Hiro”, che si pronuncia come “Hero”. Geniale!
A Las Vegas c’è una che ha il superpotere di avere una doppia personalità che le crea dei casini incredibili, uccide, ruba e lei non ne ha alcun ricordo. Una volta si chiamava schizofrenia.
A New York, invece, c’è il pittore fumettista eroinomane. Lui dipinge delle cose che poi si avverano. Solo che per “vedere” queste cose, deve drogarsi.
Bella forza, lo faceva anche Syd Barrett, ma nessuno s'è mai sognato di spacciarlo per supereroe.
Semmai era qualcos’altro che si spacciava.
E comunque, ormai è spacciato, quindi…
Vabbeh…
Dicevo che questo qui disegna catastrofi prima che avvengano. Solo che per dimostrare agli spettatori la sua straordinaria capacità, le catastrofi devono avvenire. E se avvengono, che questo le preveda oppure no, non serve a niente.
Ultimo, ma non ultimo, il poliziotto telepate, interpretato da quel Greg Grunberg che gli appassionati di Alias ricorderanno nei panni del simpatico Weiss. Ovviamente può sentire anche i pensieri della moglie che, altrettanto ovviamente, l’ha cornificato con un collega.
Ragazzi, non mi divertivo così tanto da quando ho visto Mystery Men, la storia di un gruppo di supereroi sfigati come Lo Spalatore, Blu Raja - maestro di posateria, Mr. Furioso, Puzzetta, La Bocciofila, La Sfinge e Il Ragazzo Invisibile. Solo che loro i poteri non li avevano.
Attendete fiduciosi, o se non resistete potere sempre rivolgervi ai vostri spacciatori di fiducia. O a quello di Syd Barrett. Nonostante tutto, vale la pena.