postato da seaweeds
lunedì, 17 luglio 2006
Chi segue “Lost”, avrà senz’altro notato l’importanza che ha la canzone “Make your own kind of music” nei primi tre episodi della seconda stagione. Canzone orecchiabile, ballabile e ABBAbile.
Mi è venuta voglia di recuperarla. E ho scoperto che a cantarla era “Mama” Cass Elliot dei Mamas & Papas, ma che era stata scritta da un tal Barry Mann. Approfondisco: dal 1958 a oggi, Mann è stato, insieme alla moglie Cynthia Weil, autore di numerose hit che sono nelle orecchie di tutti. Praticamente gli Albano e Romina americani. Solo che Romina era americana… quindi sarebbero come “metà” Albano e Romina americani. Un po’ come Sonny and Cher, per intenderci. A dire il vero non funziona neanche con loro… Sonny Bono era italiano e si chiamava Salvatore… beh, comunque avete afferrato il paragone.
Riconosco subito la caratteristica principale dello stile di Mann: canzoni easy listening, o per la precisione “canzoni ritornello”. Quei brani, cioè, che devono arrivare di corsa all’inciso, se no la gente s’annoia. Che senza un ritornello accattivante sarebbe un mucchio di note ammassate lì per caso.
Come “You’ve Lost That Lovin’ Feelin’”, portata al successo dai Righteous Brothers, ma cantata anche da Elvis. Che infatti borbottava tutto il resto della canzone, per poi aprirsi con un esaltante:
You’ve lost that lovin’ feelin, oh that lovin’ feelin’
You’ve lost that lovin’ feelin’, now it’s gone, gone, gone
e già, sul “gone, gone, gone” si rispegneva, e riprendeva a farfugliare.
Una menzione particolare meritano i testi di Cynthia Weil (che niente ha a che vedere con Kurt Weill, o con il suo gemello malvagio: Kurzweil). Sì, perché i nostri affrontavano temi impegnati, con liriche complesse. Come la già citata “Make your own kind of music”, che con le due frasi:
make your own kind of music
sing your own special song
sembra più lo slogan per un software musicale, che una canzone.
Oppure la celeberrima “On Broadway”, portata alla notorietà grazie a George Benson. Riassumendo il testo, si legge:
They say the neon lights are bright
On Broadway
They say the chicks are somethin' else
On Broadway
They say that I won't last too long
On Broadway
Tutti dicono, dicono, e loro non dicono nulla. Giusto alla fine, per ripicca:
But they're dead wrong, I know they are
’Cause I can play this here guitar
And I won't quit till I'm star
On Broadway
Ma la consapevolezza del loro genio l'avevano già raggiunta con il loro primo successo: “Who put the bomp (In the bomp-a-bomp-a-bomp)”, in cui si domandano, giustamente:
Who put the bomp
In the bomp a bomp a bomp?
Who put the ram
In the rama lama ding dong?
Who put the bop
In the bop shoo bop shoo bop?
Who put the dip
In the dip da dip da dip?
nonostante l’apprezzabile lavoro di ricerca semantica, è impossibile non notare una grave dimenticanza. Che si potrebbe tranquillamente ovviare con l’aggiunta del verso:
Who put the uacci
In the uacci uari uari?
Ecco, finalmente ho trovato il paragone calzante! Tom Waits e Kathleen Brennan. Lui alla musica, lei ai testi. Musica ricercata, impegnata, che muove qualcosa dentro.
Già…
Chiudo qui, prima che mi si muova qualcosa dentro.
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categoria :
musica, cronaca scema