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domenica, 12 ottobre 2008

Strano, mi ero completamente scordato che il primo Ottobre questo blog compiva tre anni.

Ma per un anniversario in ritardo, ce n'è un altro in anticipo: il 15 Ottobre scorso erano 1500.
Da ieri, questo è il duemillesimo:

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categoria : cinema, diario, alganacco, dividì

postato da seaweeds
venerdì, 27 aprile 2007

Ogni tanto, nella vita del cinefilo di professione, è d'uopo rompere la monotonia con qualche celia.
Questa "rottura", recentemente è stata rappresentata dalla visione del film Colpo Grosso al Drago Rosso, ovvia e fedele traduzione di: Rush Hour 2.
E proprio delle brillanti traduzioni dell'edizione italiana volevo parlare in questo post.

Nel seguito di Rush Hour il poliziotto hongkonghese Jackie Chan e quello americano Chris Tucker giocano in casa del primo. È quindi ovvio che l'agente di colore farà fatica a passare inosservato in un night-karaoke pieno di cinesi. Come lui stesso fa giustamente notare, è alto mezzo metro più di chiunque, lì dentro...

... e con questo si riferiva alla sua altezza, e non alla "lunghezza".

Sempre il poliziotto americano tenta di abbordare un'affascinante spia con la scusa di un amico comune.

Dopodiché sfodera una serie di improbabili nomi cinesi inventati al momento, per poi domandare ancora: "Don't you know him?". Che giustamente in italiano si traduce con "Non lo sai?"...

... non sai cosa?!

Finito il film si passa ai contenuti speciali.

Mi domandavo cosa trattasse il capitolo "Il fascino del film Colpo grosso al drago rosso"...

... ma appena selezionato il documentario ottengo la risposta:

Infine, la mia preferita: quando viene citato un aforisma del nostro grande pittore e scultore Michelangelo che, col nome pronunciato all'americana (maicolengelou), finisce per diventare un anonimo...

... Chi?
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martedì, 20 febbraio 2007

  • Il menu animato dura tre ore. Alla prima visione resti affascinato dalla sua bellezza, ma ogni volta che devi passare da una pagina all’altra e non puoi saltarlo, bestemmi.
  • Il film classico contiene a malapena un trailer. Quello dell’esordiente regista bolognese ha tre dischi e quattro ore di dietro le quinte.

  • Nel making-of, gli attori devono dire che il regista è il migliore con cui abbiano lavorato, che lui ha tutto il film in testa, e che quando iniziano a girare sa esattamente cosa vuole.
  • La scena tagliata è un vero peccato che sia stata tolta, perché era davvero straordinaria e aggiungeva un momento di pathos alla storia.


  • Il produttore/regista/attore ha letto tante sceneggiature, ma quando è arrivato a quella del film in questione, non ha potuto smettere, e in poche ore/una notte, l’aveva già finita. A questo punto si è detto che “doveva” fare questo film.
  • Chi realizza il commento audio si sbudella sempre dalle risate. Anche se sta parlando di Schindler’s List.
  • Sul set c’era un’atmosfera molto rilassata e molto democratica. Tutti si facevano scherzi, come quella volta che hanno fatto un gavettone al produttore e lui li ha licenziati tutti.
  • Stephen King dirà che è il miglior adattamento che sia mai stato tratto da un suo libro.
  • Gli effetti speciali sono quanto di più innovativo si sia mai visto. Migliaia di programmatori hanno contribuito alla realizzazione di un software che permette di muovere i capelli del personaggio anche se inquadrato a una distanza di chilometri.

  • Un attore più burlone degli altri, fa l’imitazione della voce o dei tic del regista.
  • Il regista o il compositore della colonna sonora dichiarano di essere in perfetta sintonia fra loro, e che il musicista capisce immediatamente il tipo di atmosfera che l’altro ha in mente.
  • Per confrontare la pellicola prima e dopo il restauro, viene scelta la versione più danneggiata, fuori fuoco e sbiadita che esista al mondo.
  • Il protagonista ha preso/perso tonnellate di chili per entrare nella parte. O ha studiato le arti marziali, imparato uno strumento e convissuto per dei mesi in condizioni estreme.
  • Tutta la troupe si scompiscia quando un attore sbaglia la battuta, dice “Fuck!”, fa una pernacchia o spacca qualcosa.
  • La versione “Special Collector’s Edition” è l’unica in commercio per dieci anni. Dopo esce quella senza alcuna dicitura, ma con altri ottomila contenuti speciali.
  • La costumista ha voluto creare qualcosa di nuovo per questo film e s’è ispirata ai kilt scozzesi che vengono indossati dagli uomini. Così ha creato una versione femminile e l’ha chiamata “gonna”.
  • L’edizione “Director’s Cut”, include ben sette secondi di scene mai viste prima.
  • L’attrice esordiente è stata selezionata per caso. Accompagnava un’amica al provino, il responsabile del casting l’ha notata e ha rimandato a casa l’amica.
  • In caso di remake, un qualsiasi superstite del film originale (dal regista al trovarobe) viene minacciato di morte se non dichiara che la nuova versione è molto fedele e rispettosa della storia a cui si ispira, e che aggiunge nuove sfumature che un tempo non era possibile portare sullo schermo.
  • La galleria fotografica non ha vie di mezzo. O ci sono quattro fotogrammi scalerci tratti dal film, oppure trentasette sotto-gallerie che nessuno guarderà mai, fra le quali: storyboard, foto sul set, foto fuori dal set, foto promozionali, locandine, l’anteprima, la prima, la seconda, il barboncino della protagonista, varie ed eventuali.
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martedì, 30 gennaio 2007

D'accordo, io sono un vecchio brontolone.
E i gusti non si discutono, per carità. Che si sa che nel nostro Paese il calcio è più famoso di Gesù Cristo (cit.)
In queste settimane, la Gazzetta dello Sport fa uscire il documentario in dieci DVD che Gianni Minà ha dedicato al Pibe de Oro: "Non sarò mai un uomo comune".

Dieci DVD.
Ora, cosa cacchio si può raccontare della vita di un calciatore (d'accordo: IL calciatore) per dieci capitoli?

La Beatles Anthology ne aveva quattro più uno di extra.


Non c'è un po' di sproporzione?
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