postato da seaweeds
venerdì, 03 agosto 2007
Doverosa premessa-giustificazione
Un paio di settimane fa due cari amici sono finiti su Panorama. Una cosa bella, niente cronaca nera. Se non che ho dovuto/voluto comperare il settimanale. Ma siccome da queste parti si trova solo "Malga sera" con allegate le audiocassette del reality "Il grande Bepi", ho dovuto aspettare di recarmi alla metropoli.
La metropoli quest'anno è davvero affollata perché, fino all'estate 2010, sarà "Official Training Camp" della Juventus. Potete immaginare, quindi, quanto sia ridicolo vedere in un paese di tremila anime il traffico paralizzato per via degli assembramenti sotto l'albergo dove soggiornano Coso e Quellaltro (la mia dimestichezza col calcio è proverbiale da non dovermi giustificare almeno per quello).
Vabbeh, ma volevo parlare di altro. Che insomma, raggiungo un'edicola come si deve con qualche giorno di ritardo, e chiedo se avessero il numero della settimana precedente. Da principio il tipo dice no, poi ci pensa e si corregge: "Ah, se vuole è allegato a Chi". Che si vede che "Chi" esce in giorni differenti e quindi aveva allegato il Panorama della settimana prima. Dopo un brividino su per la schiena, mi decido a comperare "Chi". Che non m'è andata nemmeno tanto male, visto che alla fine ho pagato un euro e novanta per le due riviste.
Vabbeh, per una rivista.
Vabbeh, per della carta. Ma per gli amici questo e altro.
Dunque, questa era la premessa-giustificazione: io solitamente non compero "Chi", chiaro?
Svolgimento
La sera stessa ero seduto in sala lettura a chiedermi il perché di una rivista che titola "Chi esclusivo - Chicche di gossip" e ancora "Stefano Ricucci e Sara Varone RICOMINCIAMO..." con delle foto a tutta pagina sgranate, buie e sfocate (perché sono rubate pissi pissi bau bau) di due che se stanno insieme o non stanno insieme, onestamente non me ne frega proprio niente. Tutto a colori, per di più.
Mi sembra uno spregio nei confronti di tutti quei bambini in Africa che non hanno niente da leggere.
Ma dicevamo, poco prima di tirare la catena mi imbatto in qualcosa in cui non mi sarei mai aspettato di imbattermi. La rubrica "A voi la parola" oppure "Doppia difesa" (non si capisce, perché l'indirizzo a cui scrivere è diverso dal titolo impresso in alto).
Tenetevi:
Michelle Hunziker - Giulia Bongiorno, Una finestra sulla realtà di quanti ogni giorno subiscono violenze e sopraffazioni. Un dialogo aperto con i lettori di "Chi".
E qua farei una pausa di riflessione.
Già...
Ora, cominciamo con l'immaginare lo schizofrenico che ha messo insieme questi due personaggi per dialogare coi lettori. Giulia Bongiorno e Michelle Hunziker. E perché allora non parlare di tutela dei consumatori con Daniela Santanché e Pippo Franco o di economia domestica con Rocco Buttiglione e Bobo Vieri?
È davvero credibile immaginare queste due espertone psicologhe che tutte le settimane si chiudono in una stanza e selezionano la lettera di una povera sfortunata.
Proprio voltando pagina si ha un altro "Chi esclusivo" della Hunziker fotografata insieme a Daniele Pecci (che fino a questo servizio manco sapevo chi fosse) per le strade di Formentera.
Dunque mi chiedo: la bellaesimpatica Michelle sarà tornata in tempo dalle vacanze per questo numero di "A voi la parola" oppure "Doppia difesa"? O magari s'è portata avanti prima di partire e ha preparato due o tre lettere della leggiadra rubrichetta?
La lettera che ho sotto gli occhi è di Sofia, una ragazza bolognese di ventiquattro anni che dice:
Cara Michelle e cara Giulia (brrr n.d.S.),
mi chiamo Sofia, ho ventiquattro anni e sono di Bologna.
Lo scorso weekend sono andata in una rinomata discoteca della Riviera romagnola insieme ad alcune amiche. Stavamo prendendo una bibita quando mi si è avvicinato un ragazzo molto carino. È stata subito attrazione. Dopo aver bevuto qualche drink e aver ballato insieme in riva al mare abbiamo fatto una passeggiata fino a raggiungere l'albergo dove lui alloggiava. Mi ha invitata a salire nella sua stanza e io ho accettato. Non mi era mai capitato di vivere un vero e proprio colpo di fulmine. Mi sembrava un sogno!
Appena chiusa la porta, lui ha cominciato a baciarmi. Io ero elettrizzata (fulmine... elettrizzata, capita? n.d.S.). Nel giro di pochi minuti, ci siamo trovati sul letto senza vestiti e abbiamo fatto l'amore. Mi sentivo coinvolta. Era quello che desideravo. Durante l'atto, però, mi è capitata una cosa strana: era come se mi vedessi dall'esterno. Poi ho preso coscienza del fatto che stavo facendo l'amore con uno sconosciuto, che forse stavamo bruciando tappe importanti e ho iniziato a sentirmi a disagio, molto a disagio. Così gli ho chiesto di fermarsi, e non una volta sola, l'ho proprio pregato. Ma è stato inutile. Insomma, io gli ho detto "basta" ma lui ha proseguito l'atto sessuale fino alla "fine". Sono stata malissimo. Mi sono sentita ignorata, calpestata, "violentata". Il giorno dopo lui mi ha telefonato, vorrebbe rivedermi. Anch'io lo vorrei, ma c'è una parte di me che ha paura e non ha il coraggio di spiegargli cosa ho provato... Forse chiamarla "violenza sessuale" è troppo... O forse no?
Già...
Dunque, non ha il coraggio di spiegarsi con lui, ma ce l'ha con l'avvocato Giulia Bongiorno e la showgirl Michelle Hunziker. Okay...
Lungi da me fare discorsi maschilisti, ma quel povero ragazzo cosa doveva pensare?
1. rinomata discoteca della Riviera
2. un ragazzo molto carino. È stata subito attrazione.
3. dopo aver bevuto qualche drink e aver ballato insieme in riva al mare
4. fino a raggiungere l'albergo dove lui alloggiava (allarme rosso)
5. Mi ha invitata a salire nella sua stanza e io ho accettato (forse pensava che le volesse mostrare il suo frigobar)
6. Non mi era mai capitato di vivere un vero e proprio colpo di fulmine. Mi sembrava un sogno! (lei è decisamente restia)
7. Appena chiusa la porta, lui ha cominciato a baciarmi. Io ero elettrizzata.
8. Nel giro di pochi minuti, ci siamo trovati sul letto senza vestiti e abbiamo fatto l'amore. Mi sentivo coinvolta. Era quello che desideravo. (Aiuto! Accorruomo! Mi stuprano!)
Ora, capisco che "l'utero è mio e lo gestisco io", ma come rispondeva qualcuno: "e io cosa gestisco, un cazzo?" Appunto.
Nel senso, non stiamo parlando di segnali malinterpretati, o di uno che l'ha vista in discoteca l'ha seguita in bagno e l'ha violentata. Ma di uno che ha rispettato tutto "l'iter burocratico" per finire là dove sono finiti. Non è forse violenza psicologica anche quella subita da lui?
Anzi, a differenza di quello che succede nel novanta per cento dei rapporti occasionali della riviera Romagnola, il tizio ha anche richiamato il giorno dopo per rivederla.
E le due simpatiche rubrichiste che fanno? Tirano fuori una sentenza della Corte Suprema Californiana del 2003, parlano di "stupro omissivo", spiegano che è come invitare qualcuno a casa tua e quando è l'ora di congedarlo si trattiene contro la tua volontà, l'articolo 609-bis del codice penale e la sentenza n. 25727 della Corte di Cassazione del 24 Febbraio 2004.
Così questo ragazzo che ha voluto celebrare l'estate riminese come da tradizione, e pure in maniera più garbata di molti altri, rischierebbe di trovarsi con una denuncia perché una ragazzina è stata spronata dai consigli di una rubrica su "Chi".
Già...
Brava Giulia, brava Michelle.
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indiano che piange